martedì 28 ottobre 2008

Finalità e senso della ricerca

Ho scritto una scaletta formale di ciò che potremmo dire agli invitati all'assemblea del 10 novembre; questa stessa scaletta può essere utilizzata, credo, anche come volantino.

MarcoViola




Sull'onda delle mobilitiazioni in merito alla legge 133,
il neonato collettivo di filosofia invita
tutti gli studenti, i dottorandi, i ricercatori ed i docenti afferenti al dipartimento di filosofia
a confrontarsi in un dibattito aperto e orizzontale sulla tematica "Finalità, senso e dignità della ricerca"
il giorno 10 novembre (data e ora da definirsi entro breve)
in previsione di una giornata di dibattito aperto alla cittadinanza programmata per la settimana seguente
Per informazioni
collettivofilosofiaunito@gmail.com

lunedì 27 ottobre 2008

Protesta e proposta

Stiamo vivendo un momento di mobilitazione straordinaria: coinvolgente, imponente, per alcuni versi vertiginosa, per la dimensione delle forze che manifestano e per la sua posta in gioco.
Quanto il decreto Gelmini sia pericoloso per la scuola pubblica, da un punto di vista culturale ed economico, è stato detto e ridetto: non abbastanza dai mass media nazionali, concentrati più ad analizzare la mobilitazione degli studenti ed i suoi caratteri ora apprezzati con simpatia, ora temuti, ora screditati e travisati; ma sicuramente dai blog, dalle libere controinformazioni, dalle mille assemblee e dai documenti che rettori, docenti, ricercatori, maestri elementari, studenti medi e universitari hanno instancabilmente redatto. Il movimento degli studenti in tutta l’Università italiana è vastissimo e raccoglie sensibilità anche lontane tra loro. Stili di vita, idee politiche, comportamenti ed attitudini diverse si stanno mescolando in una mobilitazione giorno dopo giorno meno ideologica ed insieme più travolgente, che vuole difendere l’idea stessa dell’Università, la sua natura pubblica, ossia di tutti, per tutti.
Credo che il movimento degli universitari debba però porsi sul lungo periodo qualche obiettivo in più. Io ritengo che da tutto il potenziale umano e culturale, di stimoli ed energie di questo movimento debba scaturire un pensiero forte di Università: non un semplice tentativo di difendere quel che c’è, né una protesta sterile e fine a se stessa possono esprimere al meglio questo potenziale.
Quello che noi si deve salvare non è quello che c’è, ma l’idea, il progetto, il valore, l’ideale stesso di scuola ed università pubblica. E lo si deve salvare dalla riforma Gelmini e da quelle distorsioni di sistema (economiche ma non solo) che giustificano mediaticamente e forniscono al Governo l’alibi per i suoi tagli ed i suoi scellerati provvedimenti.
Credo che gli studenti di filosofia possano dare al movimento di Torino un notevole contributo in questo senso. Grazie anche al nostro impegno sul fronte della riflessione sulla didattica, sulla ricerca e sui problemi politici che vive il mondo universitario, potremmo contribuire nello stesso tempo a dare consistenza alla protesta e a costruire un progetto e un modello diverso di scuola ed università. Non si caschi nella tentazione di ritenere le due cose (la protesta e la proposta) in successione cronologica (l’una è urgente, per l’altra si vedrà); sono convinto che anche mediaticamente la proposta valorizzi la protesta, poiché si vede bene come da parte del Governo sia costante il tentativo di rappresentarci servi di questo o quel partito, espressioni di minoranze facinorose eccetera. Più la lotta è consapevole ed è profonda, più vale la pena che sia vissuta, più potrà portare frutti probabili, speriamo in un futuro prossimo.
Paolo Furia

sabato 25 ottobre 2008

Buona la prima

Ciao a tutti. Il collettivo ha vissuto ieri la sua prima riunione ufficiale. Notiamo con piacere – e anche con un po' di stupore – che l'eco dell'appello ai filosofi ha colpito e molti si sono presentati in assemblea. A occhio e croce eravamo sulla sessantina. A poche ore dalla conclusione del dibattito risulta impossibile ricostruire anche solo superficialmente tutte le voci e le proposte che sono state ascoltate. Cercherò di fare una sintesi delle proposte più significative che hanno già avviato una fase concreta e organizzativa e farò una breve panoramica generale sulle attività del collettivo.

In primis è stata nuovamente ribadita la necessità di far fronte comune contro i provvedimenti legislativi che riguardano scuola e università. Qui le proposte sono state varie e molteplici, ora mi limito a indicare due linee generali che sono emerse dal dibattito: la prima vede alcuni gruppi di studenti impegnati a dare corpo e contenuti all'occupazione di Palazzo Nuovo, attraverso l'organizzazione di attività di informazione (seminari, lezioni all'aperto, analisi dei provvedimenti in materia scolastica e dei loro effetti concreti sul sistema della Scuola pubblica) e portando il contributo del collettivo all'interno del più ampio movimento che ruota attorno alla “no Gelmini”. Tali attività in questo momento paiono primarie, poiché fanno fronte ad un' urgenza e si inseriscono in un contesto di mobilitazione generale già avviato.

Per inciso, ci tengo a ricordare che il collettivo ha ricevuto il plauso di alcuni dottorandi (Davide Grasso) e docenti (tra cui P.B. Rossi e Poma) che si sono dichiarati immediatamente disponibili a organizzare seminari all'aperto e attività di informazione. Donaggio ha addirittura proposto di organizzare seminari pubblici esplicativi della legge e dei suoi effetti in modo da informare anche le persone che sono esterne alla scuola e all'università.

La seconda tendenza generale vede gli studenti impegnati in "attività di più ampio respiro”. Il punto fondamentale di queste attività ruota attorno alla consapevolezza dei limiti, dei difetti e degli sprechi attuali all'interno di scuola e università a prescindere dai tagli previsti. Le attività che prendono spunto da questa idea (tra l'altro, proposte sull'orientamento della didattica attraverso un dialogo stretto con i professori) sembrano fondamentali per far sì che, a prescindere dalle proteste odierne e dai governi che cambiano, il collettivo possa diventare una realtà duratura, in grado di fronteggiare eventuali crisi future. All'interno di questo discorso risulta inoltre fondamentale la discussione e l'analisi della realtà sociale. Essa pare infatti essere il cappello sotto il quale prendono corpo le crisi generali a cui stiamo assistendo – tra cui ovviamente la crisi dell'Istruzione pubblica.

Per ultime ho lasciato le due “istituzioni” del collettivo, il “servizio stampa” e il blog. Quest'ultimo si pone come base logistica di tutti i contenuti che provengono dai gruppi, da singoli studenti e dal lavoro del servizio stampa. Esso svolge una serie di compiti che hanno come obiettivo il recupero, la rielaborazione e la produzione materiale informativo (video, articoli, rassegna stampa, reportage...).

Nei prossimi post promettiamo una lista dei gruppi presenti e dei loro referenti, di modo che sia possibile prendere contatto con loro e gestire autonomamente le attività. Nel concludere vi segnalo che la prossima riunione del Collettivo sarà lunedì 27 ottobre all'acquario di Altera e alcuni eventi che avranno luogo in questi giorni. Ricordo inoltre che oggi alle 18.00 si riunisce il Collettivo di Lettere e Filosofia in Piazza Vittorio.


Luca Ballestra

Collettivo Filosofia UniTo

mercoledì 22 ottobre 2008

Collettivo filosofia UniTo

In questi giorni di mobilitazione e di protesta contro le riforme che minacciano di modificare irrimediabilmente l'ordinamento scolastico e universitario, è stato lanciato un appello ai filosofi. Durante l'assemblea "no Gelmini" di martedì 21 ottobre, è stata sollevata infatti un'importante questione: dove sono i filosofi? Come reagiscono? Cosa pensano degli sconvolgimenti politico-istituzionali che toccano tutti indistintamente, in quanto cittadini e soprattutto in quanto studenti?

L'appello ai filosofi ha sortito un feedback positivo grazie a un improvvisato passaparola ed è culminato in due prime riunioni informali. In questi primi incontri è emersa una critica condivisa dei provvedimenti che riguardano la riforma dell'università, con particolare riferimento alla legge 133, ed è venuta alla luce una volontà comune di cooperazione.

Sono inoltre stati identificati alcuni problemi che interessano in modo particolare la facoltà di filosofia, primo fra tutti la mancanza di un collettivo di studenti interno che possa esprimersi autonomamente e in maniera partecipata su argomenti che riguardano il corso di laurea in filosofia, l'università in generale e la società in cui viviamo.

E' stato messo in luce come negli anni passati si sia tentato invano di creare un collettivo che rappresentasse tutti icorsi di laurea di Lettere e Filosofia. Questo progetto sta finalmente prendendo corpo in questi giorni. Si è pensato di tentare una strada alternativa rispetto al passato, che parta dal basso, da una delle cellule più piccole del corpo studentesco: per quanto ci riguarda, dagli studenti del nostro corso di laurea. Il collettivo di Filosofia potrebbe dare uno stimolo e un contributo reale al costituirsi di un collettivo di Lettere e Filosofia che lasci spazio alla discussione, alla condivisione e alle iniziative degli studenti.

Si ritiene, inoltre, che questa realtà potrebbe offrire un contributo importante all'occupazione di Palazzo Nuovo - iniziata ieri notte - sia dal punto di vista dei contenuti che dell'attività pratico-organizzativa (coinvolgimento di docenti e ricercatori, organizzazione di lezioni all'aperto, seminari autogestiti, ecc.).

Sebbene il collettivo di filosofia sia ancora in fase embrionale, abbiamo ricevuto numerose mail che ci chiedevano di comunicare l'evoluzione della situazione. Abbiamo così deciso di mettere su un blog per poter avere una base informativa fissa, una mailing list per raccogliere contatti e pianificare incontri.

Ringraziando e con la promessa di pubblicare ulteriori aggiornamenti a breve, vi invitiamo alla prossima riunione del collettivo che si terrà venerdì 24 (dopodomani) dalle 12.00 all'acquario di Altera (palazzo nuovo, I piano vicino alle aule, sopra la segreteria di lettere e filosofia).