MarcoViola
il giorno 10 novembre (data e ora da definirsi entro breve)
In primis è stata nuovamente ribadita la necessità di far fronte comune contro i provvedimenti legislativi che riguardano scuola e università. Qui le proposte sono state varie e molteplici, ora mi limito a indicare due linee generali che sono emerse dal dibattito: la prima vede alcuni gruppi di studenti impegnati a dare corpo e contenuti all'occupazione di Palazzo Nuovo, attraverso l'organizzazione di attività di informazione (seminari, lezioni all'aperto, analisi dei provvedimenti in materia scolastica e dei loro effetti concreti sul sistema della Scuola pubblica) e portando il contributo del collettivo all'interno del più ampio movimento che ruota attorno alla “no Gelmini”. Tali attività in questo momento paiono primarie, poiché fanno fronte ad un' urgenza e si inseriscono in un contesto di mobilitazione generale già avviato.
Per inciso, ci tengo a ricordare che il collettivo ha ricevuto il plauso di alcuni dottorandi (Davide Grasso) e docenti (tra cui P.B. Rossi e Poma) che si sono dichiarati immediatamente disponibili a organizzare seminari all'aperto e attività di informazione. Donaggio ha addirittura proposto di organizzare seminari pubblici esplicativi della legge e dei suoi effetti in modo da informare anche le persone che sono esterne alla scuola e all'università.
La seconda tendenza generale vede gli studenti impegnati in "attività di più ampio respiro”. Il punto fondamentale di queste attività ruota attorno alla consapevolezza dei limiti, dei difetti e degli sprechi attuali all'interno di scuola e università a prescindere dai tagli previsti. Le attività che prendono spunto da questa idea (tra l'altro, proposte sull'orientamento della didattica attraverso un dialogo stretto con i professori) sembrano fondamentali per far sì che, a prescindere dalle proteste odierne e dai governi che cambiano, il collettivo possa diventare una realtà duratura, in grado di fronteggiare eventuali crisi future. All'interno di questo discorso risulta inoltre fondamentale la discussione e l'analisi della realtà sociale. Essa pare infatti essere il cappello sotto il quale prendono corpo le crisi generali a cui stiamo assistendo – tra cui ovviamente la crisi dell'Istruzione pubblica.
Per ultime ho lasciato le due “istituzioni” del collettivo, il “servizio stampa” e il blog. Quest'ultimo si pone come base logistica di tutti i contenuti che provengono dai gruppi, da singoli studenti e dal lavoro del servizio stampa. Esso svolge una serie di compiti che hanno come obiettivo il recupero, la rielaborazione e la produzione materiale informativo (video, articoli, rassegna stampa, reportage...).
Nei prossimi post promettiamo una lista dei gruppi presenti e dei loro referenti, di modo che sia possibile prendere contatto con loro e gestire autonomamente le attività. Nel concludere vi segnalo che la prossima riunione del Collettivo sarà lunedì 27 ottobre all'acquario di Altera e alcuni eventi che avranno luogo in questi giorni. Ricordo inoltre che oggi alle 18.00 si riunisce il Collettivo di Lettere e Filosofia in Piazza Vittorio.