domenica 14 dicembre 2008

! prossime conferenze in cantiere !

Qui è sempre MarcoViola che vi parla.
Nella mia testa c'è il progetto per un botto di conferenze da organizzare nelle serate di gennaio (mi piacerebbe fossero mercoledì sera).
Non ho bisogno di molto aiuto per realizzarle, mi basta qualche consiglio e qualcuno che si offra di fare un verbale.
Ovviamente chiunque può propormi un nuovo incontro, e anzi sarei ben contento di ricevere proposte nuove: soprattutto, sono a corto di contatti fuori da Palazzo Nuovo, e mi piacerebbe coinvolgere anche ricercatori di altre facoltà.

Di seguito la lista dei progetti che ho in cantiere, delle persone contattate e dello stato delle cose:
A.S.:i titoli sono provvisori e servono solo a dare un'idea del tema.

1)Il tempo tra filosofia e fisica
con Giuliano Torrengo, assegnista di ricerca a filosofia
e (prof. di fisica da nominare)
SITUAZIONE: Elisa Siotto sta contattando qualcuno a fisica.
Conferenza eventualmente da ripetere 2 volte (una a Palazzo Nuovo, l'altro alla sede di Scienze MFN)

2)Finzioni letterarie
con Carola Barbero, assegnista di ricerca a filosofia
e Antonio Santangelo, assegnista di ricerca di semiotica
SITUAZIONE: bisogna mettere in contatto i due, per il resto basta fissare una data

3)Neuroni specchio
con Daniela Tagliafico, dottoranda di filosofia
e (qualcuno da psicologia/medicina: chi ha contatti mi contatti!)
SITUAZIONE: manca una controparte a psicologia/medicina

4)Bioetica tra laicità e fede
con la consulta bioetica di Torino (BioeTo)
e il Gruppo Biblico Universitario
SITUAZIONE: bisogna contattare ancora il Gruppo Biblico e fare un incontro preliminare

5)Paul Ricoeur e l'eredità narrativista nelle tecniche di psicoanalisi
con Alberto Martinengo, assegnista di filosofia
e (qualcuno da psicologia: chi ha contatti mi contatti!)
SITUAZIONE: Martinengo è caldo e disponibile, ma dobbiamo reperire qualcuno a psicologia: come al solito la parte difficile è trovare i contatti all'esterno..

6)Marx spiegato ai non-filosofi
con Giacomo Catellani, studente di filosofia (e ambasciatore del nostro collettivo :P)
e (se ci aggiungessimo uno studente di economia?? chi ha contatti?)
SITUAZIONE: conferenza da portare FUORI da Palazzo Nuovo perché intende portare in parole semplici le linee essenziali del pensiero di Marx a chi non si intende propriamente di filosofia

7)Analitica VS Continentale: trattitive di pace
con (? pensavo di contattare Chiurazzi per la continentale, voi che ne pensate?)
e (? per l'analitica bisognerebbe cercare qualcuno di conciliante e non testardo)
SITUAZIONE: l'ho solo pensata, ma un confronto tra due modi molto diversi di fare filosofia mi piacerebbe molto, per dimostrare che dopotutto non c'è una cesura così netta ma ci sono dei punti di vista condivisi in entrambe le tradizioni

Inoltre hanno dato la loro disponibilità:
-Luca Morena, assegnista di filosofia (che potrebbe ad esempio parlare dei nessi tra la filosofia e le più recenti innovazioni in campo informatico)
-Elena Casetta, assegnista di filosofia (ha svolto un dottorato dedicato al problema delle specie in biologia: se trovassimo un contatto con dei biologi sarebbe interessante un confronto!)
-Gianluca Cuozzo, docente di filosofia teoretica, che ha già inaugurato il progetto "Diamo voce alla ricerca!" e manifestato grande apertura verso il mondo studentesco
-Roberto Mastroianni, dottorando di filosofia (mi ha accennato di aver fatto una ricerca interessante su Google Earth, e devo ammettere che la cosa mi incuriosisce e non poco!)
-Luca Ballestra, studente di specialistica di filosofia (nonché nostro webmaster) ha scritto una corposa tesi sugli scandali di tangentopoli confrontati con alcuni scandali tedeschi. Se lo affiancassimo a qualche commentatore, magari che si intenda di economia?


Come vedete c'è molta carne al fuoco, e prima di metterne troppa vorrei cominciare a cucinare questa, magari stendendo un calendario delle prime date di Gennaio.
Se andasse bene il mercoledì sera, dovremmo riempire i seguenti giorni: 7/1, 14/1, 21/1, 28/1. Con un pò di aiuto di tutti ce la possiamo fare!

Chiunque voglia discutere, proporre o controproporre, criticare o offrirsi volontario è invitato a scrivermi (marcoviola.filosofia@hotmail.it) o anche telefonarmi (349 7433543)

giovedì 4 dicembre 2008

Diamo voce alla ricerca!

In seno alla mobilitazione contro le leggi 133 e 137, il collettivo di filosofia di Torino ha indetto una tavola rotonda per coinvolgere docenti e ricercatori in una riflessione sulla ricerca.
Durante l'incontro, avvenuto il 10 novembre, è emersa la difficoltà di dare una definizione univoca di ciò che rappresenta la ricerca per uno studioso di filosofia.
Il progetto Diamo voce alla ricerca! si propone di mostrare in cosa consista la ricerca invitando direttamente chi la svolge a parlarci del proprio operato.
Sfruttando l'occupazione di Palazzo Nuovo, che permette e sollecita l'organizzazione di momenti culturali, il collettivo si propone di organizzare delle conferenze aperte ogni mercoledì sera (20:30/22:30).

Nell'organizzazione delle conferenze si propongono queste linee guida:


Conferenze aperte a tutti: le conferenze saranno aperte a chiunque voglia parteciparvi, ed anzi verranno promosse il più possibile anche in ambiente extra-universitario

Voce ai ricercatori: chiunque (inclusi gli studenti più volenterosi!) può proporsi come relatore, a condizione di offrire un contenuto di interesse pubblico. Soprattutto si cercherà di dar spazio ai cosidetti ricercatori precari, una delle categorie maggiormente colpite dalla riforma dell'università, per dar loro modo di dimostrare pubblicamente la qualità del loro lavoro

Interdisciplinarietà: anche se nasce come iniziativa di filosofia, sfruttando la vivacità dei vari collettivi studenteschi il progetto cercherà dei punti d'incontro con altre discipline, affiancando relatori con competenze filosofiche ad esperti di altre materie. Con questo si spera di creare coinvolgimento reciproco da parte degli studenti dell'una o dell'altra disciplina (eventualmente riproponendo la stessa conferenza sia a Palazzo Nuovo che nelle strutture relative alle altre facoltà coinvolte

Per chiarimenti o per contribuire al progetto contatta
marcoviola.filosofia@hotmail.it

Per il calendario delle prossime conferenze vedi
collettivofilosofiaunito.blogspot.com

sabato 29 novembre 2008

IO la crisi la pago.

"Noi la crisi non la paghiamo".
Che diavolo vuol dire? L'ho sentito cantare nelle manifestazioni ad Ottobre, l'ho sentito prender piede; devo dire che non mi è piaciuto fin dal primo momento. Ma adesso che è considerato lo slogan più rappresentativo del movimento, mi sento in dovere di chiarire pubblicamente la mia posizione di disappunto.

La vita è piena di ingiustizie: le malattie o le disgrazie sono esempi di eventi ineluttabili che ci possono riempire di sconforto.
Eppure, ne prendiamo atto; di fronte ad una malattia non ci sognremmo mai di dire "noi l'influenza non la paghiamo!", ci sembrerebbe di stare solo piagnucolando, perché di certo una patologia è sorda alle rimostranze: ci vuole un dottore, ci vuole una cura.

Ovviamente nel mondo della società, dove sono sanciti diritti e doveri, ha un senso lamentarsi: abbiamo il diritto e anzi il dovere di opporci a chi tenta di violare qualcuno dei nostri diritti. Ma nella maggior parte dei casi, lamentarsi di un delitto e punirne il colpevole non è sufficiente per rimediare al danno.
Credo che la crisi sia un delitto, e che a ragione dobbiamo dire e pensare: noi la crisi non ce la meriteremmo.

Ma che ce la meritiamo o no, la crisi c'è, e rivendicare il diritto di non pagarla mi sembra rischioso, mi sembra un modo di alienarsi dal mondo.
Purtroppo il mondo che questa generazione di studenti miei contemporanei si trova a dover popolare ha un sacco di pregi (progressi nella medicina, nella scienza e nella tecnica, e forse anche nei diritti umani) ma pure un sacco di difetti: una situazione ambientale al collasso ed un'economia da far schifo.
Ma sarà il nostro mondo, anzi forse lo è già.

Lo schifo che siede in Parlamento, gli pseudo-imprenditori che danneggiano l'economia (che vi invito a non identificare con l'intera classe dirigenziale: gli imprenditori onesti sono danneggiati proprio come noi da questa situazione) ed altri problemi di oggi sono come i microbi dell'influenza, non basterà lamentarsi per mandarli via: bisogna invece lavorare innanzitutto su noi stessi (cellule) e poi sull'intero tessuto della società per produrre un organismo più sano, e dunque più resistente al radicarsi di malattie.

MarcoViola

mercoledì 26 novembre 2008




… come non dubitare in certi momenti di essere in un sogno? Come non provare una forte vertigine di fronte a logiche credute dimenticate, che invadono la quotidianità rendendola irriconoscibile …


Un’infinità di volti che fino a ieri non esistevano, improvvisamente appaiono e comunicano con sguardi eccitati. Mani da sempre indifferenti, ora si stringono, si aiutano, si accarezzano! E la musica regna sui sentimenti. Da loro nasce e a loro dona la forza per espandersi e diffondersi lontano.
Tutto è condivisione. Tutto si interseca e si completa. Tutto si compone in un meraviglioso quadro in movimento, le cui figure sono tutti e sono nessuno. Un quadro dove ogni elemento è indispensabile per la vitalità del tutto senza con questo esaurirne l’essenza.

L’Onda è viva

SophieSo

martedì 25 novembre 2008

La generazione del riconoscimento mancato

Tratto dalla piola di atene:

Mentre a Roma centinaia di studenti, disoccupati presenti o futuri manifestano il loro dissenso, a Torino i pochi rimasti guardano dalle finestre delle aule di palazzo nuovo ciò che sta succedendo fuori.

Là, c’è qualcuno che crede davvero in quello che fa, che non soddisfa semplicemente l’esigenza di dire in un futuro “io c’ero” ma che lotta per poter dire un giorno “io ci sono”.

Lotta, dissenso, futuro sono parole chiave che riportano immediatamente allo storico ’68 , ’68 che ha rivoluzionato la mentalità corrente senza possibilità di ritorno. Partecipazione di massa ad un qualcosa in cui si credeva profondamente , sufficiente per fa si che si realizzasse. Fatti e non solo parole, parole che erano come ancelle a servizio della realtà così giustificata. Non si aspettava il permesso di nessuno per agire e non si ricercava l’appoggio degli altri, dei “grandi” per dar inizio alla protesta. Si bastava a se stessi e non era necessario riconoscimento alcuno. Il vecchio era squalificato e c’era spazio solo per il nuovo, nuovo che non aveva forme da emulare.

La generazione d’oggi, invece, non è cosi. Non trova slancio sufficiente nell’opposizione come fine, ma è consapevole della dimensione strumentale che gli è propria e che legittima il suo uso.

Ecco che la realizzabilità effettiva del fine si impone, e, con essa, emerge una maturità più disincantata che non è necessariamente motivo di demerito, di debolezza e , più in generale, di giudizio.

Essere più realisti non significa essere depressi, statici, passivi, ma può rivelarsi meritevole laddove il calcolo di ciò che è possibile, è teso al conseguimento di qualcosa.

Ciò che manca oggi, non è la spinta ad agire per essere protagonisti del proprio tempo, ma è il riconoscimento di ciò che siamo da chi reputiamo ancora importanti.

La forza del movimento passato risiedeva nell’esclusione radicale della possibilità del fallimento - esclusione che faceva si che il passaggio dalle parole ai fatti fosse più immediato - e nella sufficienza in se stessi e nei propri ideali.

Quella odierna invece, risiede nella consapevolezza della complessità della realtà e nella necessità di attrezzarsi autonomamente per poterla affrontare. Questa coscienza ha bisogno d’essere riconosciuta.

Il motivo per cui la generazione odierna ha bisogno d’esso, non è sicuramente dovuto ad una sua propria mancanza, ma rimanda ad un momento storico, sociale, politico preciso di cui non siamo responsabili.

La cecità e la cinicità dei rivoluzionari che vogliono mantenere il loro status quo alimentata dalla cattiva informazione che svaluta la serietà della protesta, diffondono un pessimismo capace di deprimere veramente la nuova generazione.

Ogni cambiamento o tentativo d’esso è guardato dagli spettatori con scetticismo e vissuto dai protagonisti disincantatamente, svincolato da utopiche illusioni ed attento alla complessità che deve essere decostruita.
Ecco dove stanno i filosofi mettendo a servizio gli strumenti d’analisi acquisiti, con i piedi per terra ma con un dito sempre teso verso il cielo.

Alessandra

giovedì 20 novembre 2008

Oh uni ciao uni ciao uni ciao ciao ciao!

Video 1

Video 2

Video 3

Si è lui!!! E' su youtube il video di UNICIAO!! che per acclamazione popolare è diventato l'inno della mobilitazione!
A parte le esagerazioni, godetevi questi spassosi spezzoni di Roma, in attesa che il testo completo della canzone venga messo sul blog.

PS spero che i link funzionino, altrimenti cercate uni ciao su youtube.

daniele

lunedì 17 novembre 2008

Roma Capoccia

Quando ci hanno fatto salire sull'espresso 806 di domenica notte a Roma Tiburtina, con la gente che ci salutava e ci diceva di non mollare, sorridenti, nonostante a causa nostra il loro treno avesse maturato un paio d'ore di ritardo, ho pensato: “certo che siamo proprio simpatici!”

Il soggiorno romano dei superstiti della “spedizione torinese dei Mille” ha visto momenti ludici e camerateschi vissuti in una cornice di lavoro, di Work Shop, di manifestazione, di dibattito in assemblee. L'accoglienza dei romani si è dimostrata più che all'altezza della situazione e della partecipazione massiccia di tutte le facoltà d'Italia coinvolte nel movimento. La stanchezza per le poche ore di sonno è stato il sostrato di una tre giorni intensa e produttiva. Per noi, ma soprattutto per l'Onda che ha trovato un palcoscenico unitario che può esprimersi a livello nazionale.

Piano piano le voci si affievolivano e perdevano un consistente range di frequenze, i capelli si arruffavano sempre più e l'odore di fumo rappreso delle assemblee diventava familiare come l'odore del caffè alla mattina. Voce rauca, sorriso, sacco a pelo e quaderno degli appunti: il kit base per lo studente rivoluzionario del nuovo millennio. Uno studente stridente. La gioia della sua rabbia stride con una una società che pone il pugno di ferro e il manganello come vessilli di una sicurezza illusoria. Ma gli studenti di tutta Italia non si scordano la scuola Diaz e sanno che potranno sempre contare sulla verità dei fatti riconosciuti. Poi le sentenze...sono un'altra storia e sappiamo anche questo. Tra noi e fuori di noi non c'è stato uno scontro, una scaramuccia, per quello che ho potuto vedere. Alcuni parlano di un gruppo di persone che sarebbero passate nel corteo armate di spranghe tricolore, tuttavia tutto è taciuto. Anche questi personaggi incomprensibili devono aver visto che, per loro, non era giornata.

A Roma, durante forse l'unico momento in cui Torino ha fatto gruppo e si è parlato della nostra situazione particolare, è stato proposto che i partecipanti facciano una sorta di Report per informare ogni collettivo di quanto accaduto in una riunione che deve avvenire nella prima parte della settimana. Tra giovedì e venerdì ci sarà poi una assemblea no Gelmini per decidere il da farsi. Rimando a tutti queste iniziative. Ricordo che la prossima riunione del collettivo di filosofia è martedì alle 18.00 Io, ora, me ne vado a dormire.


Luca Ballestra

martedì 4 novembre 2008

Piazza Navona

Leggo ora una mail giunta sulla casella del Collettivo, inoltrata da Daniele G. il quale scrive: "Io lo farei girare, vedi se sei d'accordo con me".

Ebbene: non solo sono d'accordo ma, considerata la gravità della faccenda, mi permetto di postare la notizia e il video in questa sede pubblica. Non per parlare a nome d'altri; ma perché sono sicuro che, con me, condividiate lo sdegno.

A presto,
M.

>Ecco il video
mandato in onda da chi l'ha visto. Sono ripresi i fatti che
>precedono gli
scontri veri e propri di piazza navona. Questo filmato è stato
>mandato in
onda solo a questa trasmissione e in nessun altro telegionale.
>Ricordo che il
governo riferendo alla camera sulla ricostruzione dei fatti ha
>dato la colpa
ai centri sociali e agli studenti di sinistra. A causa di questo
>video ieri
sera dopo la trasmissione un gruppo di circa 30 unità ha invaso gli
>studi rai
per protestare contro la messa in onda di questo filmato. Tale atto è
>stato
rivendicato da Casapound organizzazione di estrema destra vicina a Blocco

>Studentesco.
>Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova - sigla che finora
era
>rimasta 'ufficialmente' lontana dagli incidenti - si è affrettato a
dichiarare
>la sua profonda indignazione per la trasmissione e la "volontà di
certa
>sinistra di scaldare gli animi per riaprire una spirale di violenza
contro i
>ragazzi di destra. Hanno tracciato una lista di proscrizione nei
confronti di
>militanti politici".




>Per concludere
>vi rendo partecipi delle splendide
dichiarazioni di Marcello Dell'Utri:
>
>Dell'Utri osserva che in Rai ci
sarebbero "ancora dirigenti messi dalla
>sinistra e che rispondono a logiche
di sinistra". Per questo "è difficile
>cambiare la televisione e pensare che
migliori la qualità della comunicazione
>quando a guidarla c'è gente che
alimenta una visione negativa della vita".
>Qualcosa, continua, "si sta già
facendo", ci pensa Berlusconi "a diffondere
>ottimismo". Ma perché qualcosa
cambi davvero serve "un nuovo approccio
>stilistico: le notizie, certo,
bisogna darle, sennò si torna al fascismo, ma
>c'è modo e modo di comunicarle.
Magari con conduttori più gradevoli. Al Tg3 ci
>sono degli anchormen con una
faccia un po' gotica, dark. Credo che il direttore
>del tg dovrebbe mostrare
un maggiore 'esprit de finesse' in queste cose. Farle,
>dirle lo stesso, ma
magari con un'altra espressione...".


fonte: Repubblica.it

domenica 2 novembre 2008

Fondazione

Inauguro la pubblicazione di video sul nostro blog con quello che forse è risultato essere l'input per l'atto fondativo del nostro collettivo, l'Assemblea No Gelmini del 26 ottobre. Purtroppo manca il famigerato "appello ai filosofi" del caro Pietro, ma sono sicuro che è in ogni cuore.



Vi invito inoltre a segnalare e pubblicare altri contributi video che vi sembrano adatti.

Luca Ballestra

martedì 28 ottobre 2008

Finalità e senso della ricerca

Ho scritto una scaletta formale di ciò che potremmo dire agli invitati all'assemblea del 10 novembre; questa stessa scaletta può essere utilizzata, credo, anche come volantino.

MarcoViola




Sull'onda delle mobilitiazioni in merito alla legge 133,
il neonato collettivo di filosofia invita
tutti gli studenti, i dottorandi, i ricercatori ed i docenti afferenti al dipartimento di filosofia
a confrontarsi in un dibattito aperto e orizzontale sulla tematica "Finalità, senso e dignità della ricerca"
il giorno 10 novembre (data e ora da definirsi entro breve)
in previsione di una giornata di dibattito aperto alla cittadinanza programmata per la settimana seguente
Per informazioni
collettivofilosofiaunito@gmail.com

lunedì 27 ottobre 2008

Protesta e proposta

Stiamo vivendo un momento di mobilitazione straordinaria: coinvolgente, imponente, per alcuni versi vertiginosa, per la dimensione delle forze che manifestano e per la sua posta in gioco.
Quanto il decreto Gelmini sia pericoloso per la scuola pubblica, da un punto di vista culturale ed economico, è stato detto e ridetto: non abbastanza dai mass media nazionali, concentrati più ad analizzare la mobilitazione degli studenti ed i suoi caratteri ora apprezzati con simpatia, ora temuti, ora screditati e travisati; ma sicuramente dai blog, dalle libere controinformazioni, dalle mille assemblee e dai documenti che rettori, docenti, ricercatori, maestri elementari, studenti medi e universitari hanno instancabilmente redatto. Il movimento degli studenti in tutta l’Università italiana è vastissimo e raccoglie sensibilità anche lontane tra loro. Stili di vita, idee politiche, comportamenti ed attitudini diverse si stanno mescolando in una mobilitazione giorno dopo giorno meno ideologica ed insieme più travolgente, che vuole difendere l’idea stessa dell’Università, la sua natura pubblica, ossia di tutti, per tutti.
Credo che il movimento degli universitari debba però porsi sul lungo periodo qualche obiettivo in più. Io ritengo che da tutto il potenziale umano e culturale, di stimoli ed energie di questo movimento debba scaturire un pensiero forte di Università: non un semplice tentativo di difendere quel che c’è, né una protesta sterile e fine a se stessa possono esprimere al meglio questo potenziale.
Quello che noi si deve salvare non è quello che c’è, ma l’idea, il progetto, il valore, l’ideale stesso di scuola ed università pubblica. E lo si deve salvare dalla riforma Gelmini e da quelle distorsioni di sistema (economiche ma non solo) che giustificano mediaticamente e forniscono al Governo l’alibi per i suoi tagli ed i suoi scellerati provvedimenti.
Credo che gli studenti di filosofia possano dare al movimento di Torino un notevole contributo in questo senso. Grazie anche al nostro impegno sul fronte della riflessione sulla didattica, sulla ricerca e sui problemi politici che vive il mondo universitario, potremmo contribuire nello stesso tempo a dare consistenza alla protesta e a costruire un progetto e un modello diverso di scuola ed università. Non si caschi nella tentazione di ritenere le due cose (la protesta e la proposta) in successione cronologica (l’una è urgente, per l’altra si vedrà); sono convinto che anche mediaticamente la proposta valorizzi la protesta, poiché si vede bene come da parte del Governo sia costante il tentativo di rappresentarci servi di questo o quel partito, espressioni di minoranze facinorose eccetera. Più la lotta è consapevole ed è profonda, più vale la pena che sia vissuta, più potrà portare frutti probabili, speriamo in un futuro prossimo.
Paolo Furia

sabato 25 ottobre 2008

Buona la prima

Ciao a tutti. Il collettivo ha vissuto ieri la sua prima riunione ufficiale. Notiamo con piacere – e anche con un po' di stupore – che l'eco dell'appello ai filosofi ha colpito e molti si sono presentati in assemblea. A occhio e croce eravamo sulla sessantina. A poche ore dalla conclusione del dibattito risulta impossibile ricostruire anche solo superficialmente tutte le voci e le proposte che sono state ascoltate. Cercherò di fare una sintesi delle proposte più significative che hanno già avviato una fase concreta e organizzativa e farò una breve panoramica generale sulle attività del collettivo.

In primis è stata nuovamente ribadita la necessità di far fronte comune contro i provvedimenti legislativi che riguardano scuola e università. Qui le proposte sono state varie e molteplici, ora mi limito a indicare due linee generali che sono emerse dal dibattito: la prima vede alcuni gruppi di studenti impegnati a dare corpo e contenuti all'occupazione di Palazzo Nuovo, attraverso l'organizzazione di attività di informazione (seminari, lezioni all'aperto, analisi dei provvedimenti in materia scolastica e dei loro effetti concreti sul sistema della Scuola pubblica) e portando il contributo del collettivo all'interno del più ampio movimento che ruota attorno alla “no Gelmini”. Tali attività in questo momento paiono primarie, poiché fanno fronte ad un' urgenza e si inseriscono in un contesto di mobilitazione generale già avviato.

Per inciso, ci tengo a ricordare che il collettivo ha ricevuto il plauso di alcuni dottorandi (Davide Grasso) e docenti (tra cui P.B. Rossi e Poma) che si sono dichiarati immediatamente disponibili a organizzare seminari all'aperto e attività di informazione. Donaggio ha addirittura proposto di organizzare seminari pubblici esplicativi della legge e dei suoi effetti in modo da informare anche le persone che sono esterne alla scuola e all'università.

La seconda tendenza generale vede gli studenti impegnati in "attività di più ampio respiro”. Il punto fondamentale di queste attività ruota attorno alla consapevolezza dei limiti, dei difetti e degli sprechi attuali all'interno di scuola e università a prescindere dai tagli previsti. Le attività che prendono spunto da questa idea (tra l'altro, proposte sull'orientamento della didattica attraverso un dialogo stretto con i professori) sembrano fondamentali per far sì che, a prescindere dalle proteste odierne e dai governi che cambiano, il collettivo possa diventare una realtà duratura, in grado di fronteggiare eventuali crisi future. All'interno di questo discorso risulta inoltre fondamentale la discussione e l'analisi della realtà sociale. Essa pare infatti essere il cappello sotto il quale prendono corpo le crisi generali a cui stiamo assistendo – tra cui ovviamente la crisi dell'Istruzione pubblica.

Per ultime ho lasciato le due “istituzioni” del collettivo, il “servizio stampa” e il blog. Quest'ultimo si pone come base logistica di tutti i contenuti che provengono dai gruppi, da singoli studenti e dal lavoro del servizio stampa. Esso svolge una serie di compiti che hanno come obiettivo il recupero, la rielaborazione e la produzione materiale informativo (video, articoli, rassegna stampa, reportage...).

Nei prossimi post promettiamo una lista dei gruppi presenti e dei loro referenti, di modo che sia possibile prendere contatto con loro e gestire autonomamente le attività. Nel concludere vi segnalo che la prossima riunione del Collettivo sarà lunedì 27 ottobre all'acquario di Altera e alcuni eventi che avranno luogo in questi giorni. Ricordo inoltre che oggi alle 18.00 si riunisce il Collettivo di Lettere e Filosofia in Piazza Vittorio.


Luca Ballestra

Collettivo Filosofia UniTo

mercoledì 22 ottobre 2008

Collettivo filosofia UniTo

In questi giorni di mobilitazione e di protesta contro le riforme che minacciano di modificare irrimediabilmente l'ordinamento scolastico e universitario, è stato lanciato un appello ai filosofi. Durante l'assemblea "no Gelmini" di martedì 21 ottobre, è stata sollevata infatti un'importante questione: dove sono i filosofi? Come reagiscono? Cosa pensano degli sconvolgimenti politico-istituzionali che toccano tutti indistintamente, in quanto cittadini e soprattutto in quanto studenti?

L'appello ai filosofi ha sortito un feedback positivo grazie a un improvvisato passaparola ed è culminato in due prime riunioni informali. In questi primi incontri è emersa una critica condivisa dei provvedimenti che riguardano la riforma dell'università, con particolare riferimento alla legge 133, ed è venuta alla luce una volontà comune di cooperazione.

Sono inoltre stati identificati alcuni problemi che interessano in modo particolare la facoltà di filosofia, primo fra tutti la mancanza di un collettivo di studenti interno che possa esprimersi autonomamente e in maniera partecipata su argomenti che riguardano il corso di laurea in filosofia, l'università in generale e la società in cui viviamo.

E' stato messo in luce come negli anni passati si sia tentato invano di creare un collettivo che rappresentasse tutti icorsi di laurea di Lettere e Filosofia. Questo progetto sta finalmente prendendo corpo in questi giorni. Si è pensato di tentare una strada alternativa rispetto al passato, che parta dal basso, da una delle cellule più piccole del corpo studentesco: per quanto ci riguarda, dagli studenti del nostro corso di laurea. Il collettivo di Filosofia potrebbe dare uno stimolo e un contributo reale al costituirsi di un collettivo di Lettere e Filosofia che lasci spazio alla discussione, alla condivisione e alle iniziative degli studenti.

Si ritiene, inoltre, che questa realtà potrebbe offrire un contributo importante all'occupazione di Palazzo Nuovo - iniziata ieri notte - sia dal punto di vista dei contenuti che dell'attività pratico-organizzativa (coinvolgimento di docenti e ricercatori, organizzazione di lezioni all'aperto, seminari autogestiti, ecc.).

Sebbene il collettivo di filosofia sia ancora in fase embrionale, abbiamo ricevuto numerose mail che ci chiedevano di comunicare l'evoluzione della situazione. Abbiamo così deciso di mettere su un blog per poter avere una base informativa fissa, una mailing list per raccogliere contatti e pianificare incontri.

Ringraziando e con la promessa di pubblicare ulteriori aggiornamenti a breve, vi invitiamo alla prossima riunione del collettivo che si terrà venerdì 24 (dopodomani) dalle 12.00 all'acquario di Altera (palazzo nuovo, I piano vicino alle aule, sopra la segreteria di lettere e filosofia).